
A.N.P.I. LECCO
No al piano di pulizia etnica di Gaza,
di concentramento ed espulsione dei palestinesi,
di annessione della loro terra! (link)
Gaza Viva! Viva Gaza!

Congratulazioni Pierfranco!
Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana a
Pierfranco Mastalli
- La motivazione
- La nota di ANPI Lecco
Grazie, Giancarla.
Continueremo a seguire la strada
che ci hai indicato.
Il ricordo di ANPI provinciale Lecco

Raccolta firme per il referendum costituzionale sulla giustizia
Come fare (.pdf 93 KB)
Le ragioni del NO (.pdf 290 KB)
Sbandati e renitenti
Dopo l’8 settembre, centinaia di migliaia di soldati italiani lasciati senza ordini, si ‘sbandarono’, cioè abbandonarono
le caserme o non si ripresentarono dopo licenze o convalescenze.
In Provincia di Como furono 3.419 gli sbandati che nelle settimane successive si presentarono alle autorità; significativamente 3.056 di loro non si presentarono alle autorità militari ma ai Comuni e ottennero il documento che li autorizzava a rientrare presso le famiglie.
Molti vi rimasero, mentre altri presero la via della montagna: furono loro a costituire le prime aggregazioni, che ancora non erano formazioni in senso proprio.
Ma nell’ottobre 1943, il decreto prefettizio che intimava agli sbandati di presentarsi alle autorità militari germaniche, i rastrellamenti sul San Genesio, sul Resegone e sulla Grigna fecero capire che la lotta non sarebbe stata né facile, né breve.
A loro si unirono i renitenti.
Il 9 novembre 1943 la Repubblica Sociale emanò il primo bando di arruolamento per i giovani delle classi 1923 (quelli in congedo provvisorio), 1924 (secondo e terzo quadrimestre) e 1925. La maggioranza di loro non si presentò al distretto militare, con un atto di disobbedienza che dimostrava la rottura tra popolo e fascismo.
I dati disponibili per la provincia di Lecco non consentono una ricostruzione completa della renitenza, ma è certo che su 24 comuni furono 533 i giovani che non si presentarono al primo bando. Dove è possibile fare un confronto tra gli obbligati a presentarsi e i presenti, emerge che su 344 chiamati, risposero solo in 30.
Seguirono altri bandi, Mussolini (18 febbraio 1944) decretò la pena di morte per i renitenti e rappresaglie contro le loro famiglie; poi (25 aprile e 28 ottobre 1944) provò con l’amnistia, ma in entrambi i casi senza il successo sperato.
1
Ordine di presentazione
agli sbandati
Collocazione: sito Anpi Lecco
2
Sbandati lecchesi e comaschi
presentatisi ai comuni
Collocazione: Archivio di Stato di Como, Fondo Prefettura, c.107
3
Nota del comandante militare
di Como
Collocazione: Archivio di Stato di Como, Fondo Prefettura,, c 107
4
Militari assenti e rappresaglia
sulle famiglie
Collocazione: Archivio di Stato di Como, Fondo Prefettura, Celio, c. 2
5
Cattura di sbandati e renitenti
Collocazione: Archivio di Stato di Como, Fondo Prefettura, Celio, 2:
6
Bando di reclutamento 1943
Collocazione:: Web - sito del Comune di Modena
7
Decreto di condanna a morte per i renitenti
Collocazione:: web -caricat!.it
I casi di Mandello e Galbiate
1
Mandello - Cartolina precetto
Collocazione: Archivio di Stato di Como, Fondo Prefettura, c. 107
2
Mandello - Discorso del Podestà
alle famiglie
Collocazione: Archivio di Stato di Como, Fondo Prefettura, c. 107
3
Mandello - Elenco dei renitenti
Collocazione: Archivio di Stato di Como, Fondo Prefettura, c. 107
4
Renitenti e disertori a Galbiate
Collocazione: Archivio di Stato di Como, Fondo Prefettura, c. 107



